Il secondo workshop del progetto DIGIMOBI, intitolato “La mobilità lenta nel Torre e Natisone: mappatura e governance”, si è svolto il 18 dicembre 2025 a S. Leonardo (UD), presso la Sala Polifunzionale del Circolo Culturale. L’incontro ha avuto l’obiettivo di condividere con i partecipanti lo stato di avanzamento del Progetto DIGIMOBI Torre e Natisone e di definire un percorso operativo per la fase successiva, con particolare attenzione alla mappatura (punti d’interesse e percorsi), alla definizione delle priorità d’intervento e alla costruzione di un modello di governance della rete della mobilità lenta.

Al workshop hanno partecipato rappresentanti dei Comuni promotori del progetto e portatori d’interesse provenienti dall’ambito istituzionale, associativo, professionale ed economico.

All’avvio dell’incontro l’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia, che supporta il capofila Comune di Stregna nella realizzazione del progetto, ha fatto il punto sulle attività già svolte e sui risultati ottenuti. Sono state richiamate in particolare le principali tappe già completate e i relativi risultati emersi durante il Kick-off meeting (Taipana, 25/02/2025) e il Focus group con le Amministrazioni comunali (San Pietro al Natisone, 26/03/2025).

Successivamente i Sindaci Antonio Comugnaro (S. Leonardo) e Luca Postregna (Stregna) hanno porto i saluti istituzionali, inquadrando l’importanza del progetto per il territorio.

La parte centrale del workshop ha visto i due interventi del dott. Michel Zuliani (Comunità di Montagna della Carnia) e dell’arch. Mariagrazia Santoro (urbanista e paesaggista).

Il dott. Zuliani ha proposto un contributo metodologico centrato su banche dati di accesso libero e soft data come base di lavoro per le infrastrutture di mobilità lenta. Sono stati evidenziati:

  • la crescente disponibilità di dataset e cartografie digitali
  • la necessità di competenze per interpretarli correttamente
  • l’attenzione a licenze e limitazioni d’accesso (per ragioni legate alla sicurezza, al rispetto della privacy e alla protezione ambientale).

È stata sottolineata l’utilità di costruire “carte su misura” per la mobilità lenta integrando hard data (rilievi e misure dettagliate ed estese a tutto il territorio, validate formalmente dagli enti competenti) e soft data (informazioni qualitative, non necessariamente omnicomprensive e raccolte attraverso processi partecipativi) per “raccontare” e connotare i luoghi, evitando logiche di semplice accumulo. In prospettiva operativa, sono state richiamate indicazioni coerenti con i bisogni di DIGIMOBI: non duplicare le fonti ufficiali ma attivare canali di correzione/aggiornamento, definire cosa mappare e con quali criteri, meta-documentare i dati (soprattutto quelli partecipativi), adottare una veste grafica condivisa come linguaggio comune e svolgere rilievi sul territorio in modo coordinato, confrontando i risultati.

A completamento del quadro è stato svolto un intervento dedicato alla conformazione al Piano Paesaggistico Regionale (PPR) del Piano Regolatore Generale Comunale (PRGC) di Stregna che costituisce un’ulteriore occasione di riflessione in merito ai soft data della mobilità lenta del Torre e Natisone. Lintervento, a cura dell’arch. Santoro, ha messo in evidenza come questi strumenti possano dialogare tra loro per sostenere una lettura più efficace del territorio, chiarendo che è necessaria un’opportuna selezione dei dati da raccogliere e sistematizzare a partire da un progetto e da obiettivi espliciti. Solo in questo modo essi diventano realmente utili alla pianificazione. In questa prospettiva, l’arch. Santoro ha sottolineato la necessità, nell’ambito della pianificazione del territorio, di integrare gli elaborati standard richiesti dalle normative in vigore con output orientati alla programmazione locale, in modo da mantenere coerenza con le reti strategiche regionali e, allo stesso tempo, rispondere alle caratteristiche e ai bisogni specifici della comunità – ad esempio, la valorizzazione e lo sviluppo delle reti di mobilità lenta a partire dai sentieri storici e dai beni culturali ed elementi identitari locali per quanto riguarda l’area del Torre e Natisone.

Un punto centrale del discorso ha riguardato la qualità del dato, intesa come condizione per la certezza del diritto: codifiche corrette, georeferenziazione affidabile e perimetrazioni precise sono fondamentali per ridurre ambiguità e rendere chiare le ricadute operative delle scelte. In questo quadro risulta essenziale la tracciabilità delle fonti (metadata), perché dataset apparentemente simili possono derivare da origini o annualità diverse e quindi modificare la lettura complessiva.

L’incontro è stato chiuso da una sessione a cura di ISIG che ha accompagnato i partecipanti dalle attività di mappatura alla definizione del modello di governance, illustrando i prossimi passi del progetto.